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Lo scorso 24 maggio a Roma, Navdanya ha presentato il Dossier “Il Veleno è Servito – Glifosato e altri veleni: dai campi alla tavola”, prodotto in collaborazione con A Sud e CDCA.

Il dossier “Il Veleno è Servito – Glifosato e altri veleni: dai campi alla tavola” è gratuitamente scaricabile in e-book a questo link

Il dossier descrive come l’intero processo di industrializzazione dell’agricoltura si basi sulla falsa premessa che solo con questo modello di intensificazione della produzione saremmo in grado di nutrire la popolazione mondiale in aumento. Il modello di agricoltura industriale produce invece solo una minima parte del cibo consumato a livello globale.

Durante la conferenza stampa e’ stata evidenziata la necessita’ che tutti i cittadini del pianeta si rendano conto non solo degli effetti pesantemente negativi del glifosato sulla salute e sull’ambiente, ma anche del sistema che alimenta e supporta la diffusione e la commercializzazione di questo prodotto, insieme all’ altissimo numero di altri prodotti chimici che vengono usati estensivamente in agricolturae che ci ritroviamo infine nei nostri piatti.

Secondo Ruchi Shroff, dell’associazione Navdanya International, braccio internazionale dell’omonima associazione indiana presieduta dalla scienziata e attivista Vandana Shiva: “in tutto il mondo la società civile si sta mobilitando contro l’uso degli agrotossici promosso dal Cartello dei Veleni delle multinazionali che si arricchisce ai danni dei cittadini e a spese degli Stati. L’Italia deve assumere un ruolo più consapevole nelle sedi competenti per difendere la salute dei cittadini, le piccole e medie imprese agricole, la ricchezza culturale e le eccellenze alimentari, come pizza, pasta e pane, che già ora vengono inquinate dal grano canadese al glifosato. Il dossier dimostra come sia possibile un sistema di produzione e distribuzione del cibo sostenibile, equo e salutare contro un sistema industriale anti-ecologico, iniquo e tossico”.

Il dossier mette sotto accusa il cosiddetto “Cartello dei Veleni, il gruppo di sei giganti del settore agrochimico e semetiero e ai loro attacchi finhalizzati ad acquisire il controllo del sistema alimentare globale. Il dossier inoltre si inserisce nel contesto della campagna globale di Navdanya contro gli agrotossici, che prevede una nuova serie di azioni dal 22 maggio 2017, Giornata Mondiale della Biodiversità al 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente per continuare a mobilitarsi e porre fine al “un secolo di ecocidio e genocidio”.

Questo e’ il tema dell’analisi sviluppata nel dossier, che, in aggiunta, fa anche luce sulle mancanze delle regolamentazioni nazionali ed europee per la tutela della salute e dell’ambiente dei cittadini.

I produttori reali sono i nostri impollinatori, gli organismi del suolo e della biodiversità e i piccoli agricoltori che, come co-creatori e co-produttori con la natura, forniscono la maggior parte del cibo che è nutriente per il pianeta e per la gente e in grado di offrire soluzioni alla crisi agraria e ambientale, all’emergenza della salute e alla malnutrizione.

Link al comunicato stampa degli organizzatori

Rassegna Stampa


Estratto del video di A Sud


Un po’ di storia

Nell’ottobre 2016 Navdanya, insieme ad una coalizione di movimenti della società civile internazionale, ha organizzato il Tribunale Monsanto e l’Assemblea Popolare a L’Aia.

Il Tribunale Monsanto ha dato la possibilità alle vittime, ai medici, agli esperti del mondo accademico e ad avvocati internazionali di denunciare i danni ambientali e sociali causati da Monsanto, soprattutto in relazione all’impatto della produzione del pesticida RoundUp, a base di glifosato, sulla salute e sull’ambiente. Il parere legale consultivo dei giudici del Tribunale Monsanto, che è stato emesso il 18 aprile 2017, ha concluso che la Monsanto ha condotto azioni che hanno negativamente pregiudicato il diritto ad un ambiente sano, il diritto al cibo e il diritto alla salute e ha confermato la necessità di affermare il primato dei diritti umani e ambientali all’interno di un quadro giuridico internazionale, in special modo in relazione alla condotta delle multinazionali.

L’Assemblea Popolare svoltasi a L’Aia congiuntamente al Tribunale Monsanto è stata un’occasione di incontro di movimenti ed attivisti che lavorano per difendere il nostro ecosistema e la nostra sovranità alimentare, che studiano gli effetti delle sostanze chimiche usate in agricoltura sulle nostre vite, sul nostro suolo, sulla nostra atmosfera e sul clima. L’Assemblea Popolare ha rappresentato un’occasione per individuare insieme la giusta strada per reclamare un futuro basato sulla Libertà dei Semi e del Cibo, sull’agro-ecologia e sui diritti degli agricoltori, sui nostri beni comuni, su economie di condivisione e sulla Democrazia della Terra. Negli stessi giorni, si sono svolte Assemblee Popolari auto-organizzate da comunità locali di tutto il mondo che hanno dato vita ad una rete globale di cooperazione al fine di garantire un futuro più salutare sia dal punto di vista della genuinità del cibo sia da quello del rispetto dell’ambiente.

Nel 2016 si sono svolte più di 110 Assemblee Popolari in 28 paesi diversi, nelle quali i partecipanti hanno preso l’impegno di difendere collettivamente la Libertà dei Semi, del Cibo e i nostri diritti democratici per far sì che il nostro sistema alimentare del futuro protegga la vita sulla terra ed il benessere di tutte le creature viventi.
Questa mobilizzazione a livello globale continua a crescere: movimenti da ogni parte del mondo continuano a incontrarsi con il comune intento di mettere fine ad un secolo di ecocidio e genocidio.

In risposta alla serie di preannunciate fusioni tra i giganti dell’industria agro-chimica, l’ultima delle quali l’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer, Navdanya ha organizzando diversi eventi ed attività che si sono svolti e si svolgeranno nel corso del 2017.

In Italia, negli ultimi tre mesi, il team di Navdanya è intervenuto in una serie di eventi in Lazio e Toscana per incontrare custodi di semi, agricoltori, associazioni e cittadini, intervenire in vari dibattiti e divulgare informazioni sulle Campagne in corso. Inoltre, presso ivari eventi, sono state raccolte le firme per la nuova Iniziativa dei Cittadini Europei per vietare il glifosato e per riformare le politiche di approvazione dei pesticidi nell’Unione Europea.

In India, Navdanya è molto attiva nel contrastare il processo locale di approvazione delle fusioni tra multinazionali e sta mettendo in guardia il governo indiano sui conflitti d’interesse esistenti e sul pericolo derivante dalla troppa concentrazione di potere. Allo stesso tempo, Navdanya ha riunito vari movimenti ed ha intrapreso Satyagraha Yatra, un pellegrinaggio per la Libertà dei Semi e del Cibo, nel mese di aprile 2017.

In Grecia, dal 20 al 22 aprile, Navdanya si è unita a Peliti per il Festival Olimpico per la Libertà dei Semi insieme a movimenti e organizzazioni provenienti da tutto il mondo.

In Germania dal 25 al 29 aprile, insieme a CBG (Coalition against Bayer Dangers), IFOAM Organics International, Colabora e molti altri movimenti di cittadini ed organizzazioni, Navdanya ha organizzato una serie di eventi che sono culminati in una manifestazione, il 28 aprile a Bonn, di fronte al World Conference Center dove, lo stesso giorno, si è svolto l’incontro annuale di Bayer con gli azionisti.

In Francia, dal 28 al 30 aprile, Navdanya, con gruppi e associazioni di attivisti provenienti da 30 diversipaesi del mondo, ha portato il proprio contribute all’ Incontro Internazionale di Resistenza agli OGM, che si è svolto a Lorient in Bretagna, dove si è costituito il Fronte Internazionale di Resistenza agli OGM e agli agrotossici.

Il procedimento che ha condotto il “Cartello dei Veleni” a prendere atto dei propri crimini e che ha portato all’organizzazione del Tribunale Monsanto, è frutto di 30 anni di lavoro in campo scientifico, legale, sociale e politico da parte di movimenti, scienziati e cittadini coscienziosi.

Da 30 anni infatti Navdanya condanna le violenze del sistema agricolo industriale, portando avanti allo stesso tempo la missione di conservazione della biodiversità.

La conservazione della biodiversità è la premessa fondamentale della prosperità, e deve essere messa in atto con la partecipazione delle comunità locali e della loro eredità di conoscenza e del lavoro svolto da generazioni nella protezione del patrimonio vegetale ed animale. Questi sono i fattori che costituiscono la base di un modello agricolo sostenibile. Il programma di Navdanya e il “Movimento per un’India biologica” che ne è scaturito, è dunque incentrato sulla promozione di un’agricoltura ecologica basata sulla biodiversità quale fondamento della sicurezza alimentare ed economica.

Nel corso di questi 30 anni, Navdanya ha condotto un’estesa ricerca sull’avvelenamento da sostanze chimiche industriali nel cibo, nell’acqua e nell’ambiente, in collaborazione con istituti di ricerca ed agenzie governative riguardo. Questo lavoro è sfociato in una vasta campagna di informazione ed un costante supporto alle denunce e rimostranze delle comunità locali indiane. Il rapporto Nel rapporto“Veleni nel nostro Cibo” si mette in evidenza lo stretto legame tra le sostanze chimiche disperse nell’ambiente e i relativi alti rischi per la salute, insieme alla necessità di prendere urgenti contromisure, perché genocidi ed ecocidi come quelli di Bhopal non si ripetano mai più. A Bhopal infatti, nel 1984, una perdita di gas da un impianto della Union Carbide uccise tremila persone in una notte, e secondo altre stime il numero delle vittime potrebbe salire a trentamila. Ancora oggi la popolazione locale subisce le conseguenze di quel disastro.


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